• 3403411541 - 3496418848 - 3296493986
  • psicohera.firenze@gmail.com

L’inizio della scuola tra entusiasmo e paure

L’inizio della scuola tra entusiasmo e paure

L’inizio di un nuovo anno scolastico è per tutti, genitori e figli, un momento emotivamente carico.

L’eccitazione di intraprendere un nuovo percorso e  la gioia di ritrovare i vecchi compagni di scuola, dopo la pausa delle vacanze, spesso si accompagnano ad ansia, paure e stress.

In questa fase così delicata i genitori hanno un ruolo importante nell’aiutare bambini e ragazzi ad affrontare al meglio il rientro a scuola. Alcuni consigli pratici potranno aiutare i genitori a risolvere in modo positivo questi momenti a volte critici:

  • Ripristinare la routine: occorrere far riacquisire al bambino in modo grauale quelle abitudini legate al proprio periodo scolastico che sono andate perse con le vacanze, riabituarsi agli orari, riorganizzare la scrivania, fare qualche compito per riattivare la concentrazione.
  • Ccosa mettere nello zaino? la scelta del diario, dei materiali e di cosa indossare il primo giorno di scuola può diventare un momento di condivisione con i propri figli, può aiutarli a farli sentire più sicuri  e crea l’occasione per parlare delle loro sensazioni, emozioni e paure.
  • Non sovraccaricarli di aspettative: per poter arrivare rilassati a scuola e godersi il rientro è importante non sovraccaricare i figli con eccessivi stimoli, indicazioni o preoccupazioni. Gli adulti sono il principale punto di riferimento ed hanno il compito di tranqullizzare i propri figli, far sentire loro la vicinanza e rassicurarli sul fatto che è del tutto normale sentire un pò di ansia all’inizio, magari raccontando loro le proprie esperienze ed emozioni sperimentate da piccoli o aiutandosi attraverso la lettura di una favola che racconti questa situazione emotiva.
  • Non sottovalutare i segni di malessere: piccoli segnali di ansia e disturbo nei primi giorni dopo l’inizio della scuola sono molto comuni. I  sintomi più frequenti sono il mal di pancia, il mal di testa, le difficoltà del sonno che in genere si risolvono in modo spontaneo in circa tre settimane. In alcuni casi però il malessere può prolungarsi e procurare molta sofferenza nei bambini e ragazzi. È importante per i genitori fare attenzione a quei piccoli segnali comportamentali e parlare con i propri figli per capire cosa li preoccupa, se si sono verificate situazioni spiacevoli a scuola o episodi che li hanno turbati.

Se nel corso dell’anno scolastico le difficoltà non si sono risolte o attenuate ma, al contrario, sono incrementati i maleseri somatici e l’irritabilità è possibile che sia sviluppato nel bambino o nell’adolescente un disturbo d’ansia scolastica. 

Si tratta di disturbi d’ansia dell’età evolutiva ed adolescenza che riguarda sempre più bambini e ragazzi, con picchi che si presentano nei momenti di passaggio del percorso scolastico: tra i 5-7 anni, all’inizio della scuola primaria, tra i 10-11 anni con l’ingresso alla scuola media e tra i 13-14 anni con il passaggio alla scuola superiore.

In questi casi il disagio emotivo è molto intenso e nasce dal normale desiderio di essere amati, accettati ed apprezzati che si accompagna ad una forte paura di essere rifiutati e ridicolizzati. Essa racchiude la paura dell’insuccesso, del giudizio negativo, il timore di non essere all’altezza della prova che si deve affrontare. A differenza dell’eccitazione e della paura che tipicamente accompagnano le nuove situazioni, compresa quella dell’inizio della scuola, l’ansia scolastica produce reazioni che sono intense, frequenti e di lunga durata.

Ma come si manifesta l’ansia scolastica? così come accade per gli adulti l’ansia si associa a manifestazioni sintomatiche, le più comuni sono: mal di testa; male allo stomaco o tensione muscolare, che spesso portano i bambini a chiedere di non andare a scuola o di uscire prima; difficoltà ad addormentarsi; vomito e febbre; crisi di pianto e panico prima di varcare l’ingresso della classe o nel momento in cui si esce di casa per andare a scuola.
Talvolta capita che i genitori interpretino questi segnali come capricci, tentativi di evitare la scuola o moti di ribellione ma, talvolta,  possono nascondere un disagio molto profondo che se non compreso e trattato può accompagnare bambini e ragazzi per molto tempo della loro esperienza di vita.

Queste manifestazioni ansiose si associano a paure profonde che cambiano volto nel corso della crescita, andando dall’ansia da separazione e la paura dell’abandono nei più piccoli, al timore di  non essere accettato dai compagni ed essere vittima di prepotenze, fino all’ansia da prestazione nella convinzione di non essere aderente alle aspettative dei propri genitori. Nei momenti di forte ansia, bambini e ragazzi hanno un’immotivata sensazione che qualcosa di terribile stia per accadere, a loro stessi o ai loro cari. Risulta spesso difficile per i bambini e i ragazzi descrive o spiegare con precisione cosa provano o sentono, tale impossibilità contribuisce ad incrementare l’angoscia dando vita ad un circolo vizioso che è difficile interrompere.

L’elemento attivante è la paura dell’evento che porta con sé pensieri estremamente negativi ed angosciosi, il bambino può essere sempre alla ricerca di attenzioni e rassicurazioni, ma anche di gratificazioni che lo convincano del proprio valore. In altri casi può attivare meccanismi di evitamento di situazioni (prove scolastiche, luoghi, situazioni sociali).

Quali sono i segnali da considerare a scuola? L’ansia scolastica si manifesta a scuola tipicamente con: – eccessiva preoccupazione per le verifiche, le critiche e i giudizi; – calo del rendimento; – difficoltà ad entrare in classe; -bassa autostima; – difficoltà di concentrazione; – irritabilità; – intolleranza alle frustrazioni; – tendenza  a non portare a termine i compiti.

A cosa bisogna fare attenzione a casa? Nell’ambito domestico è importante non sottovalutare queste espressioni di bambini e ragazzi: – eccessiva preoccupazione per le prestazioni scolastiche; – preoccupazione per la puntualità; – paura di sbagliare; – mancana di fiducia; – irrequietezza; – richieste di approvazione; – disturbi del sonno.

Cosa è possibile fare? Una volta riconosciuto il forte malessere di bambini e ragazzi è importante rivolgersi ad uno specialista che li accompagni in un percorso alla scoperta delle loro emozioni, aiutandoli a riconoscerle, dare loro un nome e trovare un modo più funzionale per esprimerle. Il trattamento dei disturbi d’ansia in bambini ed adolescenti non può prescindere dal coinvolgimento anche dei propri genitori. Le manifestazioni ansiose vanno lette come  esternazione di angosce e paure sperimentate nel profondo che hanno un legame con il mondo relazionale di chi le sperimenta. Inoltre,  quando un bambino manifesta sintomi ansiosi è frequente riscontrare espressioni simili in altri componenti della sua famiglia. Le paure eccessive dei geniori spesso si trasmettono ai figli, grazie ad un percorso di sostegno rivolto a tutti i membri del nucleo famigliare, sarà possibile imparare a confrontarsi con le proprie paure,  trovare nuovi modi per trasmettere vicinanza ed affetto ai propri figli, senza limitare la loro possibilità di scoperta del mondo, allentando l’iper-presenza e l’iper protettività che, seppur mossa da  nobili intenzioni, porta spesso a concentrarsi più sulle porprie paure di genitore che sui bisogni e le necessità dei figli.

A cura di

dr.ssa Iolanda Esposito -psicologa-psicoterapeuta-

Riceve a: Firenze, Viale Spartaco Lavagnini, 12  cell. 340 3411541

 

 

psicohera.firenze

Invia il messaggio