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Alla ricerca dell’autonomia: rapportarsi con la prima adolescenza

Alla ricerca dell’autonomia: rapportarsi con la prima adolescenza

Capita spesso che ragazzi e ragazze dagli undici anni in poi assumano atteggiamenti e comportamenti diversi dal consueto, inattesi e che talvolta generano preoccupazione nei genitori. Tali cambiamenti mplicano una modifica importante nelle dinamiche relazionali gentori-figli.

L’entrata nell’adolescenza

Cosa succede in questi anni? La pubertà è una fase del ciclo vitale caratterizzata da numerosi cambiamenti fisici, emotivi e cognitivi. Gli adolescenti sono proiettati all’esterno ed iniziano le prime contestazioni delle regole. Ribellarsi è un mezzo per affermarsi e differenziarsi dalla precedente generazione.  Genitori e figli sono chiamati a negoziare il bisogno di controllo con quello di indipendenza.
L’inizio dell’adolescenza non si presenta con le stesse caratteristiche per tutti. Per alcuni è una graduale conquista dell’età adulta, mentre per altri può essere più turbolenta e carica di conflitti. “Non lo/a riconosco più!” è una delle frasi tipiche che i genitori si trovano a dire parlando dei loro figli adolescenti. Ciò accade perchè la crescita in questa fase della vita è discontinua. Possiamo immaginarci un’evoluzione simile al percorso che fa una molla. Non abbiamo più a che fare con dei bambini ma neppure ancora con degli adulti. I comportamenti più infantili si alternano quindi  a sperimentazioni più mature che mandano in confusione i genitori.

Gli adulti sono chiamati ad ascoltare ed accettare i nuovi bisogni di crescita e, parallelamente, ridefinire la loro funzione genitoriale. Invece, i figli adolescenti sono impegnanti nell’importante compito di costruire la propria identità.

Come risolvere il dilemma tra controllo e fiducia?

Il dilemma per gli adulti resta spesso il come e quanta libertà dare ai figli. In questo senso non esiste una regola valida per tutti. É importante valutare i vari contesti all’interno dei quali i ragazzi chiedono di muoversi in autonomia e quanto è solida la fiducia di base. Avere la possibilità di essere autonomi in alcuni campi (compiti scolastici, sport, frequentare gli amici) è un ottimo banco di prova per gli adolescenti. É fondamentale per la loro crescita mettersi in gioco in attività pratiche e relazionali nuove. Sono occasioni per fare esperienza, prendere scelte autonome e valutarne le eventuali conseguenze. Per affrontarle con successo gli adulti devono essere sensibili e responsivi ai bisgoni di crescita che i figli pongono, costruendo una base sicura.

Desiderio di autonomia ed esplorazione non possono essere negati ai figli. Occorre trovare insieme a loro un modo per gestirle. Alla base della relazione deve essere posta la fiducia e la possibilità di confronto e dialogo sinceri.
I genitori dovrebbero passare dal controllo, più adatto ai figli nell’età dell’infanzia, alla supervisione. Un modo per rappresentare una guida per i propri figli, accompagnandoli nelle loro esperienze mantenendo un controllo indiretto.

Attraversare questo periodo evolutivo è una sfida familiare e non solo dell’adolescente. Non è semplice trovare un’apertura al dialogo. Gli adolescenti si circondano di mistero agli occhi dei genitori, ai quali talvolta possono raccontare bugie per preservare la loro indipendenza. I figli sono spesso sfuggenti e assumono un atteggiamento quasi di fastidio quando il dialogo si trasforma in domande serrate. I genitori hanno il compito di mostrarsi disponibili ed accogliere il dialogo quando saranno i figli a ricercarlo. La comunicazione sarà facilitata dall’apertura dei genitori nei confronti degli altri adulti che ruotano intorno ai figli e dalla curiosità sincera per i loro amici.

Quando l’esplorazione diventa rischiosa

Alcuni comportamenti dei giovani ragazzi possono però trasformarsi in situazioni rischiose per un sano sviluppo e per la salute. Una delle necessità dei ragazzi è quella di diventare subito grandi! Spesso ci si può illudere di raggiungere l’età adulta semplicemnte mettendo in atto comportamenti caratteristici di questa fase. In particolare, fumare, bere alcolici, iniziare precocemente l’attività sessuale. Tutti o alcuni di questi comportamenti vengono però messi in atto senza avere a disposizione, per un’immaturità cognitiva ed affettiva coerente con l’età, gli strumenti necessari. E’ fondamentale per gli adulti capire le ragioni per cui tali comportamenti vengono messi in atto e non sottovalutare la necessità di crescita. Parallelamente offrire agli adolescenti spazi e momenti per mettersi in gioco come in attività non rischiose. Riconoscergli fiducia e dar loro delle responsabilità in cui possano sentirsi attivi ed essere riconosciuti.

L’importanza delle regole

Le regole, se chiare, concordate e spiegate ai figli, sono fondamentali a qualsiasi età. Una volta interiorizzate sono una bussola necessaria per orientarsi anche quando gli adulti sono lontani. Sono rassicuranti, anche quando contestate, perchè pongono limiti entro i quali sentirsi contenuti. Porre le regole da parte dei genitori non garantisce che queste verranno sempre rispettate. Consentono però di evitare sentimenti di disagio ed ansia di fronte a situazioni nuove e inaspettate. Inoltre, porre le regole consente di evitare l’escalation di comportamenti rischiosi quando messi in atto per testare la tenuta degli adulti. A questo proposito è fondamentale reagire con fermezza quando le regole vengono infrante. Fornendo contemporaneamente  modelli comportamentali alternativi e più funzionali per fare in modo che le regole siano interiorizzate. Sostenere i ragazzi nel processo di esplorazione, a tutte le età, aiutandoli a valutare i rischi, i limiti e risorse personali e quelle legate al contesto per prepararli ad essere adulti consapevoli.

a cura di dott.ssa Iolanda Esposito 3403411541
psicologa-psicoterapeuta, studio di Firenze: Viale Lavagnini, 12
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