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Archivio mensileottobre 2020

Incertezza, intolleranza all’incertezza e le sue conseguenze psicologiche

Cosa intendiamo per incertezza?

Possiamo definire l’incertezza come l’impossibilità di stabilire l’esito certo di eventi futuri.

La natura imprecisa degli eventi genera dubbi e perplessità. Complica il processo decisionale perché manca di prevedibilità e non ci fornisce elementi certi di conoscenza sulla base dei quali agire.

L’incertezza è qualcosa che fa parte della nostra vita, tutti noi l’abbiamo sperimentata. Un certo grado di imprevedibilità è inscindibile dalle nuove esperienze e può rappresentare uno stimolo per mettersi alla prova e conoscersi meglio. Tuttavia, in alcune situazioni, è possibile sperimentare una eccessiva paura per l’ignoto. Questa ci porta a mettere in atto strategie di gestione rigide e stereotipate che sono disfunzionali per la crescita e il benessere psicologico individuale.

A livello psicologico sperimentare incertezza vuole dire avere paura dell’ignoto, definita anche “intolleranza all’incertezza” (intolerance of uncertainty, IU), che rappresenta un importante fattore di vulnerabilità personale.

Quali sono le implicazioni dell’intolleranza all’incertezza a livello psicologico?

Il termine “intolleranza” si riferisce all’incapacità di sopportare o resistere a determinate condizioni. In questi casi, gli individui svilupperanno la tendenza ad anticipare e controllare le conseguenze di una situazione valutata come rischiosa. Come risultato, sperimenteranno una risposta emozionale negativa, come paura o ansia, preoccupazione eccessiva e disregolazione emotiva.

Coloro che sperimentano elevata IU sviluppano convinzioni negative riguardo l’ignoto e le sue conseguenze. Hanno una maggiore tendenza a reagire negativamente a livello emozionale, cognitivo e comportamentale nei casi di situazioni ed eventi incerti. Ovvero, situazioni delle quali non si conosce l’esito (positivo, neutro o negativo) perchè non si sono ancora verificate.

La IU gioca un ruolo fondamentale nei disturbi d’ansia. Infatti, individui con elevata IU tendono a sovrastimare la probabilità che eventi inaspettati, negativi e minacciosi possano accadere. Interpretano le informazioni ambigue come fonte di minaccia. Frequentemente sentono di non possedere abilità e strumenti adeguati a fronteggiare situazioni improvvise e negative. Di conseguenza, tendono ad evitare gli eventi valutati come incerti.

Strategie di gestione dell’incertezza

Una prima strategia di gestione dell’incertezza consiste nell’evitare informazioni e stimoli minacciosi in grado di innescare emozioni negative.

L’evitamento viene rinforzato da una riduzione dell’ansia che, contrariamente a ciò che può sembrare, rappresenta un fattore di mantenimento dell’ansia stessa. Infatti, impedisce alla persona di elaborare l’esperienza emozionale e di sperimentare l’assenza del collegamento tra stimolo incerto e conseguenze avverse.

Una seconda strategia è l’iper-coinvolgimento. Nel tentativo di aumentare la certezza, le persone possono per esempio focalizzarsi troppo su un evento. Inizia così una ricerca eccessiva d’informazioni, pensano insistentemente a possibili esiti futuri e alle relative azioni.

Al contrario, il disimpegno può tradursi nella ricerca di distrazioni, impegnandosi in altre attività.

L’impulsività prevede invece, l’agire senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni. Il tentativo è quello di eliminare immediatamente l’incertezza. Questa modalità può anche portare a comportamenti rischiosi o dannosi per sé.

Un’ulteriore strategia possibile è l’esitazione. Essa si traduce nel non agire, causato dalla difficoltà di scelta tra le strategie precedenti.

Infine, il “flip-flop” (oscillazione) consiste nel continuo e repentino cambiamento di strategia, per cui la persona oscilla tra la ricerca della certezza e l’evitamento dell’incertezza.

Incertezza, distress psicologico e COVID-19

Ormai da molti mesi stiamo affrontando una fase di profonda incertezza. Le informazioni riguardo la diffusione, le conseguenze, il contenimento e il trattamento di COVID-19 vengono cambiano di frequente lasciando spesso una sensazione di poca chiarezza. Parallelamente, la disinformazione si diffonde creando molta confusione rispetto alle strategie più efficaci da adottare.

Va inoltre considerato che, da un lato, nei mesi scorsi l’allentamento delle misure imposte per il contenimento del COVID-19 ha aumentato la fiducia in una risoluzione dell’emergenza. Facendoci sperimentare un ritorno alla normalità. Dall’altro lato, ha diffuso, in alcuni la convinzione di un’immotivata preoccupazione medica. Queste opposte reazioni non favoriscono una gestione equilibrata della nuova fase sanitaria che si sta delineando in questo frangente.

Tutto ciò genera elevati livelli di stress e profondo disagio. La necessità di gestire i sentimenti negativi può portare le persone a mettere in atto condotte poco adattive e disfunzionali, a scapito del proprio benessere fisico e psicologico. In particolare, alcuni possono sviluppare un iper-coinvolgimento, impegnandosi nell’eccessiva ricerca di informazioni sui dati e sull’evoluzione di COVID-19. Monitorare più volte al giorno i canali di informazione che trattano dell’argomento. Pensare spesso alle possibili conseguenze e strategie da intraprendere, rimuginare sugli esiti. Tale condotta fa aumentare, sul momento, la percezione di “controllo della situazione” e risponde allo scopo di prepararsi ad ogni eventualità. È necessario comprendere che in questo caso la sensazione di sicurezza è solo illusoria e ha come conseguenza negativa l’incremento delle sensazioni di disagio ed incertezza.

In altri casi possiamo assistere al disimpegno, al fine di evitare la fastidiosa sensazione di incertezza. Si può tradurre nell’evitare in modo attivo tutto ciò che riguardi l’emergenza sanitaria. Non informarsi e comportarsi come se non stesse accadendo nulla di grave o insolito. Questa strategia di evitamento è efficace nel breve termine, perché ci allontana dalle emozioni negative connesse alla situazione di stress ed incertezza.

In modo ancora più drastico, l’impulsività può essere adottata come strategia per eliminare l’incertezza e le conseguenze ad essa connesse. Può portare a mettere in atto condotte trasgressive e non rispettose delle regole. Si associa spesso alla convinzione che la rinuncia/modifica delle proprie abitudini sia più dannosa delle possibili conseguenze negative per la salute propria ed altrui.

Il risultato, in entrambi i casi, è quello dell’impossibilità di elaborazione della situazione temuta. Le emozioni negative, come ansia, paura, rabbia e colpa, dalle quali tentiamo di difenderci, con molta probabilità si presenteranno in modo persistente e senza preavviso.

Cosa possiamo fare per incrementare il nostro benessere?

Oggi più che in altri momenti, la comunità ha manifestato apertamente il bisogno di ricevere sostegno. Richiedere aiuto, contribuendo attivamente al proprio benessere, rappresenta una risposta funzionale ad una situazione di disagio.

I segnali di malessere possono manifestarsi in vari modi. Oltre ad un più tipico aumento dei livelli di ansia e paura, possono presentarsi anche disturbi del sonno, rabbia immotivata, difficoltà di concentrazione. Espressioni comuni sia ad adulti che ai più piccoli e che influenzano vari ambiti della nostra vita.

il compito della psicologia è quello di aiutare le persone ad imparare a gestire e tollerale l’incertezza. Confrontarsi con un professionista permette di dare voce ai timori legati alle situazioni di stress e disagio. Facilita l’assunzione di una posizione di equilibrio più adattivo tra l’iper-coinvolgimento e il disimpegno e un adattamento più efficace alla realtà. Permette di trovare uno spazio di comprensione ed elaborazione dei propri vissuti emotivi al fine di migliorare il benessere.

 

A cura di: dott.ssa Iolanda Esposito

Psicologa-psicoterapeuta, consulente in sessuologia

Riceve a: Firenze, V.le S. Lavagnini, 12

Contatti: 3403411541